Riccardo Scotti

Crudelissime e meravigliose battaglie

Alla fine del 1517, il conte Bartolomeo da Villachiara, un capitano di ventura ben noto e temuto, scrisse una lettera che poi fu stampata e diffusa, in cui riferì delle apparizioni di eserciti che combattevano con grande clamore di armi e spargimento di sangue.
Il terribile scontro avveniva nelle vicinanze di Verdello, un villaggio nel territorio di Bergamo, e terminava con la scomparsa di tutti gli armigeri, i quali lasciavano sul campo  battaglia solo le proprie orme,e quelle dei cavalli, assieme. alle tracce dei carri da guerra.
Quei prodigi durarono vari giorni e accadevano più volte ogni giorno, suscitando un grande scalpore e attraendo migliaia di persone, che giungevano anche da lontano per vedere con i propri occhi.
La notizia giunse fino a Roma, dove il papa ne commentò con preoccupazione ai vescovi in concistoro. Ben presto, l’eco si sparse in Italia e poi nel resto d’Europa, con fogli tradotti in tedesco, francese, spagnolo e inglese.
Molti cronisti italiani ed europei prestarono attenzione alle apparizioni verdellesche, riferendo le diverse versioni dei testimoni, e tra questi alcuni si spinsero a formulare ipotesi e a cercare spiegazioni, in una varietà di interpretazioni che non hanno risolto il mistero.
Il documento storico e’ la lettera conservata presso la Biblioteca Angelo Mai di Bergamo, che si puo’ ritrovare in copia originale del periodo in varie biblioteche nel mondo.
Da questa vicenda prende spunto la graphic novel “Il presente di Venturo”

 

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Peso 940 g
Dimensioni 24 x 17 x 2 cm
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