Indice
ANGELO BENDOTTI – Come un lavoro da fare.. Il Mojcano nella guerra civile in alta val Seriana
1. La Brigata GL. Gabriele Camozzi
2. La 53ª Brigata Garibaldi
3. I piani insurrezionali del Comando zona
4. La missione Manfred
5. L’insurrezione
6. La Resistenza a Rovetta
7. La fine della Tagliamento
8. Dies irae
9. Giustizia ordinaria, insorgenza partigiana
10. Il Mojcano, un partigiano
11. Il Mojcano, un agente del Soe
12. Epilogo
ELISABETTA RUFFINI – Un silenzio rumoroso
1. Introduzione
2. Le prime indagini : L ‘indagine del carabinieri / Le ricerche delle famiglie
3. La prima fase del procedimento penale : Le prime deposizioni in Pretura / L’esumazione
4. La seconda fase del procedimento penale : La denuncia dei familiari / Le deposizioni dei familiari / Le deposizioni del 1948-1949: tra chiarimenti e approfondimenti / Il rapporto del maresciallo Guerrini / Nuovi testi e ultimi chiarimenti / Conclusione della seconda fase del procedimento penale
5. La terza fase del procedimento penale : La sistemazione del fascicolo processuale / Le ultime deposizioni e le ultime indagini / Le relazioni del Procuratore della Repubblica
6. La trasmissione degli atti al Tribunale di Brescia: La requisitoria del Procuratore generale / La sentenza della Corte d’Appello di Brescia – Sezione Istruttoria
7. Epilogo : Le memorie della fucilazione di Rovetta / Lo scontro delle memorie / L’impossibilità o la necessità di una memoria collettiva?
Svolgimento delle sigle
Indice dei nomi di persona
Gli ultimi fuochi 28 aprile 1945, a Rovetta
Il 28 aprile 1945, a Rovetta, un piccolo paese della montagna bergamasca, tra le dieci e le dodici del mattino, vengono uccisi, appena all’esterno del cimitero, quarantatre militi della “Tagliamento”, attiva fino agli ultimi giorni di guerra nella repressione antipartigiana. L’alto numero, unito alla giovane età
dei fucilati; l’incertezza sull’identità dei responsabili dell’esecuzione nella zona erano presenti uomini di diverse formazioni partigiane e il ruolo che in essa ebbe un agente del Soe inglese; l’ambigua posizione assunta dai membri del Cln del paese; una latente violenza che percorreva come una scossa tutta la società, fanno di quell’episodio un momento assai significativo della guerra civile.
Un momento che ancora oggi, a distanza di tanti anni, basta venga evocato per innescare nuove polemiche, mai sopiti rancori: una ferita ancora aperta, nella storia e nella memoria dei non molti protagonisti rimasti, ma anche di tutti coloro che ebbero a vivere il dramma della resa dei conti.
La prima parte del saggio ricostruisce la fucilazione in una prospettiva storiografica, dando ampio rilievo alle testimonianze dei protagonisti raccolte nel tempo; tra queste va segnalata quella di Paolo Poduje (Moicano), che alla fine degli anni Novanta rilasciò ad Angelo Bendotti un’ampia intervista, fino ad oggi rimasta inedita, sulla sua storia di “figlio del Novecento”.
La seconda parte indaga invece la costruzione della memoria della fucilazione a partire dall’analisi del lungo e complesso iter processuale che si aprì nell’estate del 1946 e si chiuse nella primavera del 1951, quando la sezione istruttoria della Corte d’Appello del Tribunale di Brescia dichiarò un “non doversi procedere”. Non ci fu dibattimento e il processo si chiuse quindi senza un confronto fra le memorie dei familiari dei fucilati e quelle dei partigiani, così che non ebbe nemmeno inizio l’elaborazione di una memoria collettiva della fucilazione.
Negli anni Novanta l’emergere di questa storia sulla scena pubblica apre una riflessione sulla necessità o sull’impossibilità della costruzione di una memoria condivisa.
€ 22,00
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Informazioni aggiuntive
| Peso | 600 g |
|---|---|
| Dimensioni | 16 × 21 cm |
| Autore | |
| Editore | |
| Anno | |
| Pagine | 287 |
| Legatura |






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