Indice
Ringraziamenti
PARTE PRIMA
Topo che Salta e altre storie che non conosco / Dall’inizio / Servitore di due padroni / Più campanili che scuole / Felicità / La saluto con viva cordialità / Sono un wasichu, mi dispiace / Che sollievo! / Un biglietto per Pembina / Di un’infinita stupidità / Non sopportavo l’idea di non rivederla
PARTE SECONDA
“Io so i cieli che scoppiano in lampi” / Quanto poco conoscevo gli indiani / Camminare è la mia medicina / “Le cannupa ki le wakan yelo”: questa pipa prima di voi è sacra / Senza voltarmi, con ottimismo / Ma allora, caro Costanzo, vuoi viziarmi / Verso Nord / Padre Costanzo / Inattesi imprevisti / Corro da te
PARTE TERZA
Fuga / La via segreta / Haiti / Spogliarsi di tutto / Intermezzo / Un sogno / Senza confini / Svanire nella nebbia / La bellezza nascosta / Sul confine che scompare
Glossario
Bibliografia
Immagini / Referenze fotografiche
Note
Figlio del vento
Il figlio del vento è la storia di Costanzo che, dal microcosmo di una piccola cittadina italiana, dove vive e compie gli studi, approda in America del Nord, un luogo esotico in cui perde i suoi riferimenti culturali.
Incuriosito dall’incontro con una civiltà senza leggi, apparentemente vendicativa e spietata, secondo la
visione dell’indiano selvaggio, diffusa quanto quella del buon selvaggio rousseauviano, scopre un mon-
do geograficamente distante da sé e dai suoi affetti.
Costanzo viaggia in solitudine, come i poeti e gli scrittori romantici, scoprendo di avere un “attrezzatura” adeguata per affrontare avversità e imprevisti. Prigioniero in una tenda sioux, parteciperà ad alcune cerimonie sacre, avvicinandosi, in particolare, alla medicina di Mangiatore Solitario, uno sciamano, che lo guarirà sia nel corpo sia nello spirito.
Perduta la sua amata Julic, Costanzo si innamorerà di nuovo di due donne molto diverse fra loro ma in
relazione profonda con l’universo magico e naturale del Nuovo Mondo: Anisha e Zulé.
Personaggi, luoghi e trama sono stati liberamente tratti dalle lettere di Giacomo Costantino Beltrami alla contessa Gerolama Passeri Compagnoni in due opere che l’intellettuale italiano scrisse durante i suoi viaggi in America: La Découverte (1824) e Le Méxique (1830).
€ 15,00
2 disponibili (ordinabile)
Informazioni aggiuntive
| Peso | 450 g |
|---|---|
| Dimensioni | 15 × 22 cm |
| Autore | |
| Editore | |
| ISBN | 9788866424048 |
| Anno | |
| Pagine | 178 |
| Illustrazioni | |
| Legatura |








Raffaello –
Una storia affascinante e tante avventure!
Marco –
Un viaggio che ti emoziona e ti fa vivere attraverso gli incontri inaspettati , l’ amore e la natura la storia di un uomo e delle sue radici.
Annamaria –
Romanzo affascinante dal punto di vista storico e geografico, ma anche dal risvolto psicologico.
L’ autrice ha dato volto, voce e sentimenti al grande esploratore oggetto dei suoi studi.
Davide Rossi –
Il figlio del vento è un romanzo straordinario per intensità e stile. È stata per me una lettura non solo piacevole, ma anche di formazione, a patto che si abbia ancora voglia di interrogarsi, farsi domande e scrutare anche nelle vite degli altri, magari in quelle dei nostri avi del 1800, per trovare nuovi sentieri sul nostro percorso.
Ha per protagonista un uomo che ci ricorderà Giacomo Costantino Beltrami, alla cui eredità culturale il libro rende omaggio e di cui è narrata la vita e soprattutto il viaggio, anzi i tanti viaggi e tanti tipi di viaggi che in una vita possono essere fatti, purché si abbia il fuoco dentro, se si abbiano tante anime dentro o meglio se si abbiano già molti mondi dentro (diritto romano, disobbedienza, curiosità, botanica, amicizia, amore, purezza degli ideali di libertà e di uguaglianza, umiltà) o se, più semplicemente, si risponde sì al vento che passa.
Manu –
Non conoscevo i fatti storici legati al bergamasco Beltrami qui diventato personaggio romanzato. Mi ha stupito che già nell’Ottocento sia andato ad esplorare l’america e gli indiani e che abbia vissuto così tante avventure. Leggere tutto questo mi ha appassionata. Mi ha colpito la capacità dell’autrice di immedesimarsi nella psicologia dei personaggi per descriverla attraverso i loro pensieri. Ciò denota profondità. La scrittura è fluida ed avvincente, lo consiglio a chi cerca un romanzo raffinato
Stefano Benti –
Il romanzo ricorda i romanzi storici e di viaggio. L’autrice si serve delle notizie storiche, raccolte nelle sue ricerche e pubblicazioni scientifiche sul periodo sull’autore, e le romanza con sapiente creatività. L’espressione dei pensieri, dei sentimenti e le descrizioni sorprendono per la sensibilità e la capacità di immedesimarsi dell’autrice. Così come colpiscono le numerose avventure e colpi di scena inaspettati. Un romanzo davvero ben strutturato e ben scritto. Una lettura avvincente e appassionante.
Emma –
Mi sono avvicinata a questo romanzo per puro caso e devo ammettere di esserne rimasta profondamente affascinata.
Io sono bergamasca eppure non conoscevo nemmeno la metà delle avventure qui narrate.
La scrittura del romanzo è dettagliata, fresca e scorrevole.
Probabilmente la cosa migliore di questo libro sono le descrizioni dei luoghi, spazi immensi, fiumi cristallini, praterie e boschi incontaminati, perfette in ogni singolo dettaglio le quali permettono di immergersi completamente nella storia.
Nella lettura del libro sono rimasta profondamente affascinata dai riti e dal punto di vista degli indiani d’America e ho riflettuto su quanto ne allora ne tantomeno adesso abbiamo nell’immaginario comune un’idea pressoché realistica su di loro.
Nel complesso il libro è una tempesta di emozioni, l’autrice mediante le sue parole sapienti dona pace, dolcezza, amore, suspance e alle volte pure la tristezza più melanconica.
Consiglio vivamente questo romanzo a chiunque cerchi un’avventura o semplicemente un libro che dona un grande senso di pace.