Giampiero Valoti

Con le mani nella terra un anno nell’orto

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Lo chiamavano la macelleria e la pescheria del contadino: era l’orto che offriva per molti mesi all’anno gli alimenti che accompagnavano a pranzo e a cena l’immancabile polenta. Situato presso la cascina, non lontano dal portico del letame e dal pozzo, ben protetto da una spessa siepe che impediva  l’accesso a ladruncoli a due e quattro zampe, l’orto è stato una piccola – grande risorsa per le famiglie rurali della nostra provincia. Oggi rappresenta un’alternativa alla vita frenetica della città ed alla spirale degli acquisti teleguidati, è una fucina sempre attiva di produzione di cibi sani, fragranti, salutari. Le ore trascorse nell’orto non sembrano faticose, ci permettono di cogliere giorno dopo giorno i mutamenti delle stagioni e di rifornire la nostra tavola con verdure dai gusti sempre diversi, frutto dell’infinita generosità della terra.
È un piccolo appezzamento di terreno sfruttato per anni, per secoli, eppure in grado di dare sempre frutto perché, se ben concimata, la terra non è mai stanca, come affermavano gli agronomi del passato che portavano a testimonianza di ciò proprio il lavoro sempre fecondo degli ortolani. Osservando un’ortaglia ben tenuta si potrà convenire con quanto Varrone scriveva molti secoli fa: “Un fondo ben coltivato offre uno spettacolo per molti più gradito che non i palazzi altrui regalmente costruiti”.
L’autore, sulla base della sua pluridecennale esperienza diretta e della preziosa dottrina degli antichi naturalisti, ripercorre in 49 brevi capitoli le fasi della preparazione del terreno, delle semine stagionali, delle cure quotidiane, delle raccolte tanto attese, senza trascurare le preparazioni culinarie dei prodotti dell’orto.

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Indice
Prefazione di Mara Sugni
1 – La terra non è mai stanca
2 – Il letame, ristoro della terra
3 – La vanga ha la punta d’oro
4 – Qui si vanga sempre, ma non si zappa mai
5 – La luna è l’assoluta regolatrice…
6 – Dove c’è l’aglio, c’è Roma
7 – Quando l’ortolano semina è come il prevosto durante la settimana Santa
8 – Talpe e cristalli
9 – Le magnifiche virtù di salvia e rosmarino
10 – Spinaci domestici e selvatici
11 – Tre sfumature di verde e un rosso vivo
12 – Biete, ovvero erbe bianche
13 – Prezzemolo presenzialista
14 – Carote di Nantes
15 – Cavoli!
16 – Grido della ragione per la più estesa coltivazione de’ pomi di terra
17 – La splendida fioritura dei piselli
18 – Onore alla cipolla piatta di Bergamo!
19 – Fagioli e cornetti, che fan molto vento
20 – Sedano per mariti stanchi
21 – Radici amare, ovvero scorzobianca
22 – I porri sono gli asparagi del povero
23 – Oggi coltiviamo lo spirito
24 – Tagliolini al pesto di basilico
25 – A fulgore et tempestate
26 – Grandine notturna
27 – Zucchine giganti per il couscous
28 – Cetrioli mimetici
29 – Una ratatuja di melanzane
30 – L’isola delle zucche
31 – Tomatoes, tomates, pomate
32 – L’asino nell’orto
33 – Peperoni Sigaretta di Bergamo
34 – Finocchi per il 4 luglio
35 – Vade retro, sècaröla! Vai via, grillotalpa!
36  – La raa e la faa La: rapa e la fava
37 – Dopo Ferragosto un orto tutto nuovo
38 – Un Ape car carico di cavolfiori
39 – I grassèi, ovvero la valeriana d’Olanda
40 – Un cesto di sapori per il minestrone autunnale
41 Salviamo il prezzemolo sotto una tenda indiana
42 – La vantaggiosa indivia e l’ottima scarola
43 – I ramolacci neri
44 – Cavoli nella neve
45 – L’ortolano meteorologo
46 – Cicorie a grumolo, con radice
47 – Orti di guerra
48 – Orti sociali
49 – Asparagi per l’orto del nuovo anno

Informazioni aggiuntive

Peso350 g
Dimensioni15 × 21 × 1 cm
Autore

Editore

Anno

ISBN

9788877668417

Pagine

172

Fotografo / Illustratore

Illustrazioni

Legatura

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